Note di fine anno: il 2025 in Cantina Berioli.
La fine dell’anno è sempre un momento speciale in cantina. È il tempo dei bilanci, delle riflessioni silenziose tra i filari spogli e le bottiglie che continuano il loro percorso, lento, come la terra ci ha insegnato a fare. Il 2025 ci lascia con una consapevolezza rinnovata: il vino non è mai solo il risultato di una vendemmia, ma la somma di scelte, attese e rispetto.
Abbiamo continuato a credere in un’agricoltura fatta di gesti concreti e quotidiani, dove la qualità nasce prima di tutto dalla cura. Ogni intervento è stato pensato per valorizzare l’identità dei nostri vigneti, lasciando che fossero le uve a raccontare la loro storia, senza forzature. È un approccio che richiede pazienza, ma che ripaga con vini autentici, capaci di parlare con sincerità.
Il lavoro in cantina ha seguito la stessa filosofia. Il 2025 ci ha visti concentrati sull’essenziale: accompagnare il vino nel suo percorso, senza mai sovrastarlo.
Ma un anno non è fatto solo di vigna e botti. È fatto soprattutto di persone. Di chi lavora ogni giorno con passione, di chi sceglie i nostri vini per la propria tavola, di chi ci incontra in cantina o ci segue da lontano. A tutti loro va il nostro grazie più sincero: perché ogni bottiglia condivisa è parte di un dialogo che va oltre il vino stesso.
Ora che le vigne riposano, le botti continuano il loro silenzioso lavoro, noi possiamo fermarci a guardare indietro, ripercorrendo i passi di un anno intenso e ricco di significato.
Inverno: il tempo della cantina e dei progetti
Gennaio è iniziato all’insegna del lavoro in cantina. Mentre fuori la vigna riposava, ci siamo dedicati con cura alle attività interne, sostituendo le vecchie barriques: un momento importante, seguito in particolare da Roberto e Giulio, per continuare a garantire ai nostri vini il miglior percorso di affinamento possibile.
Febbraio ci ha portato fuori dai confini italiani. Irene e Giulio hanno partecipato al Vinexpo di Parigi, mentre a Norimberga, al Biofach, si sono uniti a Roberto e Matteo. Da questi incontri, confronti e stimoli è nato un nuovo progetto a cui teniamo molto: il restyling delle nostre etichette, un’evoluzione che racconta meglio chi siamo oggi, senza perdere il legame con la nostra storia.
Primavera: riconoscimenti, fiere e rinascita in vigna
Marzo ci ha regalato una grande soddisfazione: il nostro spumante metodo classico è stato premiato come secondo miglior spumante dell’Umbria al Concorso “Umbria del Vino”, indetto dalla Camera di Commercio. Un riconoscimento che ci ha emozionato e ripagato del lavoro e della pazienza dedicati a questo vino.
Nello stesso periodo siamo stati al ProWein di Düsseldorf, uno degli appuntamenti più importanti del settore. Appena rientrati, abbiamo avuto il piacere di organizzare una serata di degustazione all’agriturismo Il Podere di Assisi: un momento speciale, in cui i nostri vini hanno incontrato i piatti di Elena Tortoioli, preparati con le materie prime curate da Simone. Un abbinamento riuscito, fatto di territorio, passione e convivialità.
Con l’arrivo della primavera è iniziata anche la ripresa vegetativa in vigna. Roberto Bottega ha seguito con attenzione ogni fase del lavoro di campagna, accompagnando le piante in questo momento delicato. Sono riprese anche le degustazioni in cantina, con gruppi provenienti da diverse parti del mondo, curiosi di conoscere i nostri vini e la nostra storia.
Estate: viaggi, degustazioni e vendemmia
Maggio ci ha portati in Olanda: prima a Nijmegen, all’evento Hop and Slot, dove abbiamo presentato i nostri vini in degustazione nello splendido contesto del castello di Doddendael; poi a Den Haag, al ristorante di Gabriele Raimondi Sapori d’Italia. Occasioni preziose di incontro e condivisione.
A giugno, insieme a Roberto, siamo stati in Belgio a Schoonaarde. Un evento davvero piacevole, in cui i nostri ospiti ci hanno accolto con un calore che ci ha fatto sentire a casa.
Luglio è stato intenso, ricco di degustazioni, e ci ha regalato anche un momento di festa: il compleanno di Roberto, il vignaiolo, celebrato come sempre tra vigna, cantina e buon vino.
Ad agosto le uve erano splendide e ha preso il via la vendemmia. Come da tradizione, a San Lorenzo abbiamo portato un calice di Cristina sulla Loggia di Braccio, nel Duomo di Perugia: un gesto semplice ma carico di significato per noi.
Autunno: vendemmia, feste e territorio
Settembre è volato tra una vendemmia e l’altra, ma ci ha regalato una giornata indimenticabile: la festa per i 50 anni di matrimonio di Roberto e Cristina, celebrata in cantina con musica, buon vino e lo spirito giusto, “festina veloce”. Nello stesso periodo siamo stati coinvolti anche nell’evento Umbria Wine al centro di Perugia.
Ottobre ci ha visti protagonisti a Corciano Castello di Vino, dove abbiamo presentato i nostri vini nel suggestivo borgo di Corciano, un contesto che racconta perfettamente l’anima del nostro territorio.
Verso la fine dell’anno
Novembre ci ha riportati all’estero: in Belgio, al ristorante siciliano di Salvatore A Muntagna, e nuovamente in Olanda dai fratelli Raimondi, a Villa Rozenrust e Sapori d’Italia. Occasioni importanti per continuare a raccontare i nostri vini e il nostro modo di lavorare.
Dicembre è stato il mese dei preparativi per il Natale, con un regalo speciale arrivato sotto l’albero: i grandi formati del nostro Spiridione Merlot Riserva, pronti per accompagnare momenti di festa e convivialità.
Uno sguardo avanti
Chiudiamo il 2025 con gratitudine. Per la terra, per i vini, per le persone che ci accompagnano ogni giorno e per chi sceglie di condividere con noi un calice. Guardiamo al futuro con lo stesso spirito di sempre: lavorare con rispetto, crescere senza perdere identità e continuare a raccontare, vendemmia dopo vendemmia, la nostra Umbria.
